Piadina Romagnola: la storia di uno street food italiano senza tempo
La Piadina Romagnola è uno dei prodotti gastronomici più iconici dell’Emilia-Romagna, tutelato dal marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) dal 2014. Nota semplicemente come “piada” in dialetto romagnolo, è una sfoglia di pane azzimo cotta su una piastra di terracotta (il testo), consumata calda e farcita con i più svariati ingredienti.
La sua storia è antichissima: le prime testimonianze scritte risalgono al XIV secolo, quando il poeta Giovanni Pascoli la descriveva come il pane dei poveri. Oggi è considerata invece un simbolo gastronomico di qualità, diffusa in tutta Italia e amata all’estero. Ogni famiglia romagnola custodisce la propria ricetta segreta — e il dibattito su strutto vs olio è ancora vivace!
Perché preparare la Piadina Senza Strutto?
La versione tradizionale della piadina usa lo strutto come grasso, che conferisce friabilità e sapore caratteristico. La nostra versione con Olio Extravergine d’Oliva è altrettanto gustosa, più leggera dal punto di vista nutritivo e più adatta a chi segue una dieta vegetariana o riduce i grassi saturi. Il risultato è una piadina morbida, profumata e dalla cottura uniforme.

Ricetta Piadina Romagnola Senza Strutto
Equipment
- Ciotola
- Padella
Ingredienti
- 300 g Farina "00"
- 150 g Acqua
- 30 g Olio di Oliva Extra Vergine
- 5 g Sale
Istruzioni
Preparazione
- In una ciotola, unire la farina e l’acqua a filo fino a completo assorbimento, dopodiché, aggiungere a filo anche l’olio extravergine di oliva, infine, aggiungere il sale ed impastare fino a formare un panetto liscio, morbido e ben incordato.
- Dividere l’impasto ottenuto in 4/5 palline, a seconda di quante piadine volete ottenere.
- Coprire le palline con un foglio di pellicola e lasciarle riposare per circa 30 minuti, infine, stendere ciascun panetto formando dei dischi di uno spessore di circa 2-3 mm.
Cottura
- Fate riscaldare una padella antiaderente a fiamma medio-bassa, e quando ben calda, adagiare una piadina alla volta e cuocere fino a quando il fondo non diventa leggermente dorato, poi girarla e terminare la cottura del secondo lato.
- Procedere allo stesso modo per la cottura delle restanti piadine.
Note
Come farcire la Piadina: le combinazioni classiche
La piadina romagnola non ha confini di farcitura, ma alcune combinazioni sono entrate nella tradizione:
- Prosciutto crudo e squacquerone: la farcitura più tradizionale, con la robiola romagnola che si fonde con il calore della piada
- Rucola, prosciutto crudo e parmigiano: freschezza e sapore in un boccone
- Salsiccia e cipolla: versione rustica, tipica delle sagre estive
- Nutella e banana: la versione dolce amata dai più giovani
- Verdure grigliate e stracchino: per un’alternativa vegetariana gustosa
Differenze regionali della Piadina
Esistono due versioni principali, entrambe tutelate dall’IGP:
- Piadina Romagnola classica (Rimini, Cesena, Forlì): spessa circa 4-8 mm, morbida al centro, leggermente croccante ai bordi
- Piadina Romagnola alla Riminese: più sottile (3 mm) e leggermente più croccante, tradizionale della Riviera Adriatica



